“Taino” scolpita nella pietra per dare il benvenuto in paese

L’autore dell’opera è l'artigiano scuoltore Luca Tagini, che ha realizzato la scritta monumentale e l'ha donata alla comunità

Realizzato nel 1991 dall’artista Giò Pomodoro, il monumento del Parco di Taino è da quasi trent’anni uno dei principali punti di ritrovo per la comunità tainese e dei paesi limitrofi.
In questi giorni a dare in benvenuto in centro c’è però anche un’altra novità: una grande scritta in pietra, posizionata lungo la camminata che collega il cimitero al monumento dei Quattro Punti Cardinali.
L’autore dell’opera è un maestro dello scalpello, l’artigiano Luca Tagini, che, su richiesta di Orlando Boari e Laura Tirelli e con l’aiuto dell’associazione Spazio Libero, ha realizzato, lettera dopo lettera, questa scritta monumentale che porta il nome del paese.
Posizionata tra il verde della collina la scritta, che qualcuno con un po’ di ironia ha definito una piccola “Hollywood”, è stata donata da Luca Tagini ai tainesi in ricordo di suo padre Giovanni, anch’egli scultore, per abbellire ulteriormente il parco e ringraziare la comunità.
Per questo motivo, durante i festeggiamenti della Festa della Repubblica e il battesimo civico di domenica 2 giugno, è stato consegnato un piccolo riconoscimento a Tagini: «Sono molto emozionato – commenta lo scultore -. Volevo ringraziare l’associazione Spazio Libero che aiuta i miei figli e anche mio papà Giovanni che mi ha insegnato questo lavoro».
In segno di riconoscimento il sindaco Stefano Ghiringhelli ha dunque voluto donare a Tagini il Ravieu de Pomm’ ovvero il raviolo di Taino: «II Raviolo di Taino è un prodotto De.Co, la denominazione di origine comunale. Nella sua farcia si trova una mela molto particolare – spiega il primo cittadino -.
La mela è stata infatti coltivata solo nell’orto botanico del marchese di Taino (Palazzo Serbelloni, ndr) e di questa pianta ne sono rimasti solo pochi esemplari nella frazione di Cheglio grazie al lavoro di Enza Bonenti e Maria Luisa Scian».
Un ultimo segno di ringraziamento è stato assegnato dall’ANPI in ricordo di Giovanni Tagini, padre di Luca: «Abbiamo fotografato il Monumento allo Scalpellino al Picasass di Baveno – afferma Valeria Mobiglia -. Picasass dei laghi sono stati dei lavoratori molto qualificati. Sono andati persino negli Stati Uniti a portare la loro perizia: il granito è durissimo da lavorare e solo la competenza dei lavorati del Lago ha permesso di diffondere lo sfruttamento delle miniere, come quelle nel Vermont dove sono emigrati tanti tainesi, oltre che bavenesi».

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